Un incontro dedicato all’approfondimento dell’eredità scientifica e culturale di Jane Goodall e alle attività dell’Istituto Jane Goodall Italia, un’occasione di confronto sul tema della sostenibilità e dell’interconnessione tra esseri umani, animali e ambiente: è l’iniziativa dello scorso 19 maggio a Rovereto, nata da un invito del Gruppo Ursa Trentino, che ha messo a disposizione gli spazi dello SmartLab di Rovereto, un luogo pensato per la partecipazione civica e la condivisione di progetti culturali e sociali.

Il Gruppo Ursa Trentino è composto principalmente da cittadini trentini impegnati nella divulgazione e nell’educazione sui grandi carnivori presenti sul territorio, con l’obiettivo di promuovere una convivenza più consapevole e meno conflittuale tra comunità locali e fauna selvatica. In questo contesto, il dialogo con i principi promossi da Jane Goodall si è rivelato particolarmente coerente: l’idea che “tutto sia interconnesso” e che ogni individuo – umano o animale – svolga un ruolo fondamentale negli equilibri naturali.
L’incontro ha permesso di approfondire proprio questa visione sistemica della natura, in cui specie come orsi e lupi non sono elementi marginali, ma attori essenziali per il funzionamento degli ecosistemi. Un approccio che invita a superare le contrapposizioni e a costruire una cultura della convivenza basata sulla conoscenza e sul rispetto reciproco.
Protagonista centrale dell’evento è stata Sofia Soler, dottoressa in Scienze Veterinarie, laureata in Animal Care presso l’Università di Padova e volontaria dell’Istituto Jane Goodall Italia dal 2022. Il suo intervento ha guidato il pubblico attraverso i temi chiave dell’incontro, intrecciando divulgazione scientifica ed esperienza personale.
Soler è anche membro del Gruppo Ursa Trentino, ruolo maturato a seguito del suo lavoro accademico, in particolare della tesi di laurea dedicata all’orso M49, un esemplare diventato simbolo del dibattito sulla convivenza tra uomo e grandi carnivori. Attraverso il suo percorso di ricerca, M49 viene presentato non solo come individuo biologico, ma anche come figura simbolica che rappresenta la forza della natura e la sua costante ricerca di libertà.
Il contributo di Sofia Soler ha dato all’incontro una dimensione concreta e scientificamente fondata, permettendo ai presenti di collegare i principi teorici dell’ecologia della conservazione con le sfide reali del territorio trentino. La sua capacità di unire competenze veterinarie, esperienza sul campo e sensibilità divulgativa ha reso l’evento un momento di riflessione partecipata, in linea con la missione dell’Istituto Jane Goodall Italia.
In conclusione, l’appuntamento del 19 maggio allo SmartLab di Rovereto ha rappresentato non solo un’occasione di approfondimento, ma anche un esempio di collaborazione tra realtà scientifiche, associative e territoriali, unite dall’obiettivo comune di promuovere una relazione più equilibrata tra esseri umani e natura.



