La tecnologia satellitare radar SAR (Synthetic Aperture Radar) sarà usata nel monitoraggio della deforestazione nelle aree di conservazione del Bacino del Congo, con l’obiettivo di fornire informazioni tempestive e affidabili per contrastare la distruzione delle foreste e non solo…

MONUSCO Photos, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
Il Jane Goodall Institute USA e l’azienda finlandese ICEYE hanno avviato una partnership per utilizzare la tecnologia satellitare radar SAR (Synthetic Aperture Radar) nel monitoraggio della deforestazione nelle aree di conservazione del Bacino del Congo, con un primo intervento nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. L’obiettivo è fornire informazioni tempestive e affidabili per contrastare la distruzione delle foreste, proteggere gli habitat degli scimpanzé e di molte altre specie, sostenere il lavoro delle comunità locali, delle autorità e dei ranger, migliorando la sicurezza degli operatori e l’efficacia delle azioni di conservazione.
Grazie alla capacità del radar di osservare il territorio anche attraverso le nuvole e la vegetazione, sarà possibile individuare rapidamente attività illegali come disboscamenti e miniere clandestine, contribuendo alla tutela di uno degli ecosistemi più importanti del pianeta.
In una intervista, il responsabile scientifico per la conservazione del Jane Goodall Institute, Lilian Pintea, spiega come il monitoraggio satellitare sia diventato uno strumento indispensabile per trasformare i dati ambientali in decisioni concrete. Ricorda che oggi restano meno di 300.000 scimpanzé allo stato selvatico, minacciati dalla perdita dell’habitat, dal bracconaggio, dal commercio illegale, dalle malattie trasmesse tra uomo e fauna selvatica e dall’espansione di attività agricole, minerarie e infrastrutturali.
Pintea evidenzia come le immagini ottiche abbiano rappresentato per anni uno strumento fondamentale, ma siano spesso inutilizzabili nelle foreste tropicali a causa della copertura nuvolosa. La tecnologia SAR di ICEYE consente invece di osservare il territorio in qualsiasi condizione meteorologica e di fornire allerte quasi in tempo reale, particolarmente preziose in aree difficili e pericolose come i parchi nazionali dell’est della RDC.
I nuovi dati saranno integrati con i sistemi di monitoraggio già sviluppati dal Jane Goodall Institute, messi a disposizione delle comunità locali impegnate nella tutela delle foreste e utilizzati anche dalle autorità per contrastare le attività illegali nelle aree protette. Secondo Pintea, il vero valore della tecnologia non risiede soltanto nella qualità delle immagini, ma nella capacità di trasformarle rapidamente in informazioni utili per chi opera quotidianamente sul territorio.
L’intervista completa a Lilian Pintea è disponibile al seguente link: How the Jane Goodall Institute uses ICEYE SAR to protect ecosystems



