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Criteri e requisiti minimi per la gestione in cattività delle Grandi Scimmie

I criteri e requisiti minimi per la gestione in cattività delle Grandi Scimmie Antropomorfe, proposti alle Istituzioni italiane dal Jane Goodall Institute Italia, a firma della Presidente Daniela De Donno e della Presidente onoraria Jane Goodall, DBEE

Premessa

Considerato che le Grandi Scimmie Antropomorfe condividono con l’essere umano il 98,6% del corredo genetico, sono gli esseri viventi più simili all’uomo, hanno una intensa vita relazionale ed emotiva, comportamenti complessi, coscienza di sé.

Considerato che la detenzione di una specie incompatibile con le sue caratteristiche etologiche è vietata e punita dal nostro Codice Penale (Libro terzo Articolo 727 e Libro secondo, titolo nono, Articolo 544 Ter).

Considerato che la forte condivisione genetica, la fisiologia e l’etologia delle Grandi Scimmie Antropomorfe (Pan troglodytes, Pan paniscus, Gorilla gorilla, Gorilla beringei, Pongo pygmaeus, Pongo abelii, Pongo tapanuliensis) sono già all’origine del decreto sulla sperimentazione animale che le esclude dall’uso nella sperimentazione bio-medica (Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 26, articolo 7 paragrafo 3, G.U. 61. Attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici).

Considerato che ad oggi la legislazione di riferimento per la detenzione in cattività delle Grandi Scimmie Antropomorfe rientra nel generico Decreto Legislativo 21 marzo 2005 n.73 (Attuazione direttiva 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici).

Considerato che nel Decreto 21 marzo 2005 n.73 sopra citato esiste già una eccezione, ed una sola, riferita a Tursiops truncatus (Allegato 1, paragrafo H: Criteri e requisiti minimi necessari per il mantenimento in cattività e per il trasporto e trasferimento di esemplari di delfini appartenenti alla specie Tursiops truncatus) e successive modifiche (Decreto 20 dicembre 2017, par.37, 39, 41. GU 3-1-2018).

Considerato che tutte le Grandi Scimmie Antropomorfe sono classificate come in pericolo o in pericolo critico sulla Lista Rossa 2020 IUCN.

Si ritiene fondamentale l’introduzione di una normativa adeguata, tramite Decreto Ministeriale, sulla detenzione in cattività delle Grandi Scimmie Antropomorfe a tutela concreta delle esigenze fisiche, sociali, comportamentali e psicologiche delle specie detenute nelle strutture zoologiche, in conformità con le più recenti conoscenze scientifiche e con l’orientamento internazionale legislativo.

Proposta di integrazione all’Allegato 1 (Cura degli animali-benessere-salute-igiene) del Decreto Legislativo 21 marzo 2005 numero 73 (Attuazione direttiva 1999/22/CE relativa alla Custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici).

Titolo proposto: “Criteri e requisiti minimi per la gestione in cattività delle Grandi Scimmie Antropomorfe, esemplari di scimmie appartenenti alle specie scimpanzè (Pan troglodytes), bonobo (Pan paniscus), gorilla (Gorilla gorilla, Gorilla beringei), orango (Pongo pygmaeus, Pongo abelii, Pongo tapanuliensis).”

1) Mantenimento in cattività

Il mantenimento in cattività di tali specie è permesso solo nel caso siano adottati i seguenti pre-requisiti:

1A. Partecipare a programmi di sostegno per la conservazione in situ delle grandi antropomorfe.

1B. Svolgere regolare attività di educazione alla conoscenza e conservazione della specie.

1C. Svolgere programmi di raccolta dati comportamentali non invasivi al fine di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita in cattività delle grandi scimmie, anche condividendo i dati con altre strutture e Istituzioni impegnate nel settore.

2) Recinzioni: caratteristiche e dimensioni (sotto paragrafi A-E)

Le recinzioni devono essere riservate alle grandi antropomorfe e non usate per altri scopi. Scimpanzé, bonobo, gorilla, orango hanno differenti sistemi sociali, pertanto dal punto di vista della struttura architettonica le recinzioni devono tenere conto delle esigenze delle singole specie. Ad esempio l’orango deve poter scegliere sempre se isolarsi o socializzare, ciò deve essere garantito dalla presenza di barriere visive multiple. Qualora in una stessa recinzione sia collocata più di una specie le diverse esigenze devono essere considerate.

2A. Le recinzioni devono essere costituite da un’area esterna, con accesso a suolo naturale, e un’area interna e devono prevedere un pavimento solido e drenante. Ove il pavimento sia artificiale, come spesso nelle aree interne, si deve prevedere uno strato di pacciame di corteccia o altro materiale vegetale non tossico da tenere umido, rivoltare e pulire con frequenza.
Le grandi antropomorfe devono avere libertà di spostarsi tra esterno e interno, anche senza l’intervento dei custodi. Gli animali devono liberamente scegliere tra interno ed esterno quando non oggettivamente evitabile.
Per evitare che i membri del gruppo blocchino reciprocamente il passaggio, le strutture esterna e interna dovrebbero essere collegate da due passaggi, opportunamente distanziati.

2B. Allo scopo di fornire sufficiente spazio tale da permettere agli animali di esprimere comportamenti il più possibile rispettosi della etologia delle specie, attività motorie adeguate (ad es. arrampicamento, dondolamento), protezione da dominanze indesiderate o conflitti e rispondere ad eventuali altre loro necessità di specie, le recinzioni devono possedere almeno le seguenti dimensioni, riferite a un gruppo di 5 animali (10% in più per ogni altro animale aggiunto):

Esterno Interno Altezza
Scimpanzé mq 400 mq 200 m 6
Bonobo mq 400 mq 200 m 6
Gorilla mq 500 mq 300 m 5
Orango mq 300 mq 150 m 6

Resta stabilito che maggiori dimensioni garantiscono migliori condizioni di salute agli animali.

2C. Le recinzioni devono essere progettate per fornire un ambiente sicuro, privo di ostacoli che possano creare danni agli animali ed allestite in modo tale da fornire un ambiente stimolante che incoraggi un comportamento naturale. Devono essere presenti strutture per arrampicarsi, per dondolare, per appollaiarsi a diverse altezze, barriere per isolarsi. L’animale deve avere la possibilità di nascondersi al pubblico quando lo desidera, occorre a tal fine munire parti del recinto di barriere costituite da siepi, muri o formazioni di roccia a cui le grandi scimmie antropomorfe devono avere libero accesso sempre. Ogni individuo deve potersi isolare dagli altri animali quando lo desidera tramite barriere visive multiple e muoversi tra esterno e interno. Sono necessarie piattaforme rialzate a vari livelli che offrano la possibilità, come in natura, di costruire nidi per il riposo notturno. A tal fine bisogna fornire materiali come fronde, fieno, paglia, coperte da controllare e cambiare con regolarità.

2D. Le zone di ricovero temporaneo per motivi medici o di isolamento devono prevedere uno spazio di almeno mq 10 per individuo e un’altezza di m 5 per scimpanzé, bonobo e orango e di almeno mq 12,5 e altezza m 5 per i gorilla. La zona di isolamento deve prevedere la possibilità di creare, quando ritenuto necessario, un contatto visivo con i conspecifici.

2E. Nelle recinzioni deve essere presente l’acqua con abbeveratoi. Possono essere presenti pozze, piccoli ruscelli. La profondità dell’acqua non deve superare m 0,6, da cui sia sempre possibile una facile uscita. Qualora siano presenti esemplari giovani di piccola taglia la profondità deve essere inferiore a m 0,6.

3) Temperatura

È necessario fornire ambienti confortevoli dal punto di vista della temperatura e offrire, anche nelle aree esterne, la possibilità di proteggersi da pioggia, sole, vento. Se la temperatura scende sotto i 10 gradi devono essere previste zone riscaldate con riscaldamento ad aria o a pavimento o con radiatori protetti. La temperatura interna adeguata è tra 15 e 20 gradi e le scimmie devono potervi sempre accedere liberamente. I livelli di temperatura esterna elevata risultano accettabili per gli animali. In caso di clima caldo sono indispensabili zone di ombra ed è utile la presenza di acqua, pozze, piccoli ruscelli la cui profondità non superi m 0,6 da cui sia sempre possibile una facile uscita. Qualora siano presenti esemplari giovani di piccola taglia la profondità deve essere inferiore a m 0,6.

4) Umidità

Il livello di umidità deve oscillare tra il 30% e il 70%. Quando il clima è troppo umido devono essere messe a disposizione aree interne climatizzate.

5) Ventilazione

Nella parte interna delle recinzioni è necessario provvedere alla ventilazione da dosare in base al numero di animali presenti. Un ricambio di aria al minimo di 40 metri cubi per ora per individuo è necessario. La ventilazione migliora anche la distribuzione della temperatura all’interno della recinzione interna.

6) Luce

Come gli umani le grandi antropomorfe hanno bisogno della vitamina D fornita dalla luce. Un ciclo di 12 ore di alternanza luce-buio è quello corretto. Se necessario alla luce naturale deve essere aggiunta una luce artificiale (UV a bassa intensità), di uno spettro il più possibile vicino a quello della luce solare, in una posizione non raggiungibile dagli animali.

7) Suoni e vibrazioni

Suoni e vibrazioni. Attenzione deve essere posta ai suoni e alle vibrazioni che possono essere uditi nelle recinzioni quali traffico urbano, lavori di costruzione, rumori di chiusura e apertura porte, rumori da meccanismi di produzione di aria calda e fredda, pompe, rumore prodotto da altri animali presenti nello zoo. Qualora la presenza di fonti di rumore non sia evitabile bisogna fare ricorso a materiali fonoassorbenti.
Le grandi scimmie sono più sensibili degli uomini alle alte frequenze e le superfici dure degli spazi chiusi possono riverberare i suoni creando un ambiente rumoroso, dannoso per gli animali.

8) Ambiente sociale

In cattività deve essere fatto uno sforzo per ricreare gruppi che riflettano la situazione in natura, per soddisfare il benessere fisico e psicologico degli animali e per facilitare comportamenti appropriati alla specie.
Una Grande Scimmia Antropomorfa non deve mai essere collocata da sola a meno di ragioni particolari, ad esempio ragioni di salute che richiedano isolamento. I piccoli non devono essere separati dalle madri se non per necessità (ragioni mediche o di pericolo per i piccoli).
I gruppi sociali devono essere costituiti da maschi e femmine di età diversa. Eventuali gruppi di soli maschi risultano sostenibili se composti da individui simili per età e dimensione fisica, poco aggressivi, con basso livello di comportamenti anomali. I gruppi di soli maschi devono essere collocati dove non vi sia presenza visiva e/o olfattiva di femmine.
La separazione di unità sociali di individui ben integrati non è giustificata. La gestione delle sottospecie non legittima la disintegrazione di gruppi sociali stabili e ben funzionanti. Il benessere degli individui è prioritario rispetto alla gestione genetica delle sottospecie.

9) Arricchimento

Il benessere fisico e psicologico dell’animale deve essere garantito attraverso un programma regolare e quotidiano di arricchimento stimolante. Infatti, laddove non ci sia possibilità di passatempo e arricchimento le grandi scimmie antropomorfe sono portate ad aumentare aggressioni, comportamenti innaturali, stereotipie. Per tale scopo deve essere prevista la figura di un guardiano dedicato, che contribuisca allo sviluppo di attività di arricchimento. Il rapporto tra gli animali e il custode deve basarsi su una reciproca conoscenza, frequentazione costante e fiducia. Le attività di arricchimento, differenziate a seconda della specie, includono: arricchimenti alimentari che implicano una dieta variegata e fornita in oggetti di vario tipo che permettano all’animale di impegnare il proprio tempo alla ricerca del cibo (scatole magiche, tronchi bucati, termitai artificiali, eccetera); arricchimenti ambientali quali strutture di arrampicamento, dondolamento, fornitura di materiali adatti alla costruzione di nidi, barriere multiple per sottrarsi alla vista dei visitatori; arricchimenti relazionali che implichino il vivere in gruppo e i rapporti con il personale addetto.
Gli elementi di passatempo devono essere cambiati spesso per mantenere un elevato interesse favorendo il benessere. Tutti gli individui devono essere inclusi nel programma di arricchimento quotidiano. Individui che mostrino comportamenti anomali o stereotipie devono essere coinvolti in programmi specifici di arricchimento volti a ridurre comportamenti di disagio.

10) Alimentazione

Deve essere predisposto un programma arricchito per la nutrizione. Il cibo somministrato deve essere in quantità adeguata, di qualità adatta al consumo, con valori nutrizionali sufficienti a mantenere gli esemplari in salute. La dieta deve essere consona alle necessità nutrizionali della specie e idonea e variata a seconda delle caratteristiche e condizioni di ciascun individuo. La dieta in natura oltre alle proteine comprende molte fibre, foglie, semi, frutti che dovrebbero essere forniti anche in cattività non solo come nutrimento ma anche come occupazione (ad esempio introdotti in scatole magiche, tronchi bucati).

11) Acqua

L’acqua da bere deve essere pulita e sana. L’accesso all’acqua, predisposto in più aree del recinto, deve essere possibile giorno e notte con abbeveratoi o contenitori di varia forma posti ad altezze diverse, raggiungibili da tutti i membri del gruppo.

12) Visitatori

I visitatori dello zoo hanno la possibilità di osservare le scimmie all’interno delle recinzioni. Le scimmie devono poter sempre scegliere di sottrarsi alla vista dei visitatori, sia all’interno che all’esterno dietro barriere apposite. I visitatori non possono interagire con gli animali né entrare in contatto fisico con loro. Le grandi antropomorfe non possono essere alimentate dal pubblico, né oggetti possono essere gettati nelle recinzioni dai visitatori. Qualora ci siano cuccioli, essi non devono essere sottratti alle madri per essere messi in mostra.

13) Trasporto

Solo gli animali giudicati idonei a sopportare il viaggio da parte di un veterinario esperto possono essere sottoposti a trasporto. Il trasporto deve essere condotto in modo sicuro, minimizzando i rischi per gli animali, gli addetti e in generale il pubblico. La dimensione del container deve essere in proporzione alle dimensioni dell’animale che deve poter stare in piedi, girarsi e sdraiarsi in modo naturale. All’interno del container non devono esserci spigoli o elementi come viti, chiodi, su cui sia possibile ferirsi, non devono esserci corde con cui accidentalmente impigliarsi, e in generale altri pericoli. L’animale trasportato deve essere assistito in tutte le operazioni di trasferimento da un medico veterinario. Almeno due incaricati, adeguatamente preparati, devono accompagnare ciascun trasporto. Almeno uno degli accompagnatori deve essere un componente del personale della struttura da cui la Grande Scimmia Antropomorfa proviene e ad essa usuale.

14) Sicurezza della salute

Le Grandi Scimmie sono molto sensibili a molte malattie umane, alcune delle quali possono essere fatali, mentre altre possono causare una marcata morbilità. D’altra parte, la maggior parte delle pandemie umane riportate fino ad oggi possono essere classificate come zoonosi. Tra queste, vi è una lunga storia di malattie infettive che si sono diffuse dai primati non umani agli esseri umani.
Protocolli specifici di sicurezza devono essere adottati per evitare l’esposizione a malattie zoonotiche, per la reciproca tutela.

Aderisci alla proposta del JGI Italia per garantire il benessere fisico e psicologico delle grandi scimmie in cattività nelle strutture zoologiche italiane: mettici la tua firma!

Grandi Scimmie

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