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Jane Goodall: qualche dettaglio in più

Nell’estate  del 1960, una giovane donna Inglese arrivò sulle sponde del lago Tanganyika in Tanzania, Africa Orientale. Anche se fino ad allora nessuna donna aveva osato entrare nel territorio selvaggio delle foreste Africane, andarci significò il compimento del sogno dell’ infanzia di Jane Goodall!

Incoraggiata dalla madre Vanne, l’attrazione di Jane Goodall per gli animali cominciò in età molto giovane. Fin da piccola lesse avidamente libri sugli animali, sognando di vivere come Tarzan e Dr. Dolittle, osservando e descrivendo gli animali con cui viveva.

Da ragazza la sua passione cresceva. E quando un’amica intima la invitò ad andare in Kenya nel 1957, Jane accettò prontamente. Pochi mesi dopo il suo arrivo incontrò il famoso antropologo e paleontologo Dr. Louis Leakey. Uno degli interessi di Leakey fu studiare gli scimpanzé in natura in modo da prendere visione del percorso evolutivo dell’uomo. La pazienza e il persistente desiderio di Jane di comprendere gli animali incitò Leakey a scegliere lei per i suoi studi pionieristici. Egli ritenne che una mente libera da influenze accademiche potesse fornire delle nuove prospettive. Era intenzione di Leakey che le ricerche di Jane fossero a lungo termine, anche se in molti erano convinti che lei non avrebbe resistito più di tre settimane.

Nel 1965, Jane Goodall si laureò in etologia all’Università di Cambridge. Poco dopo, ritornò in Tanzania per continuare le ricerche e istituire il Gombe Stream Research Centre. Le sue importanti scoperte scientifiche formarono la base per tutti gli studi futuri sui primati. Una delle numerose osservazioni che stupirono il mondo fu che gli scimpanzé costruiscono e usano strumenti. Infatti, a quel tempo, era ritenuto che tale comportamento fosse solo una prerogativa dell’uomo. Attraverso gli anni i suoi studi rivelarono molte somiglianze impressionanti tra l’uomo e gli scimpanzé.

Nel 1977, Jane fondò il Jane Goodall Institute per sostenere le ricerche sul campo, i progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente, ed i progetti di educazione ambientale e interculturale. Il Jane Goodall Institute è una organizzazione non–profit internazionale con uffici in 21 paesi del mondo: Austria, Australia, Belgio, Canada, Cina, Congo, Francia, Germania, Giappone, Kenia, Inghilterra, Italia, Olanda, Singapore, Spagna, Sud Africa, Svizzera, Taiwan, Tanzania, Uganda, USA. Oggi la missione dell’Istituto è di promuovere relazioni positive tra l’uomo, l’ambiente e gli animali, tutelare l’habitat dei primati, promuovere attività che assicurino il benessere degli animali, sia in natura che in cattività. Lo stretto rapporto di interdipendenza che lega l’uomo alla natura ci impone di costruire sempre nuovi ponti: l’impegno verso la conoscenza e la protezione degli scimpanzé e del loro ambiente rappresenta l’anello di collegamento tra la salvezza di una specie e il benessere di tutti gli esseri viventi.

Jane Goodall ha dimostrato che gli scimpanzé manifestano comportamenti ritenuti in precedenza esclusiva caratteristica dell’uomo: possono ragionare e risolvere semplici problemi, costruire e usare utensili, provano emozioni simili alle nostre, hanno una complessa vita affettiva ed un certo grado di autocoscienza. L’Istituto da lei fondato si dedica alla conservazione degli scimpanzé e del loro ambiente naturale; alla denuncia delle deplorevoli condizioni nelle quali spesso si trovano gli scimpanzé in cattività; all’educazione ambientale e interculturale; al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni locali, ritenendo che non sia possibile proteggere gli scimpanzé senza tenere conto delle esigenze di sviluppo di coloro che condividono lo stesso ambiente.

Adesso, anche ultraottantenne, Jane Goodall viaggia circa 300 giorni all’anno in tutto il mondo sensibilizzando l’opinione pubblica sui problemi ambientali che l’uomo stesso ha causato al pianeta. Si è fatta ambasciatrice della causa degli scimpanzé, delle altre specie minacciate di estinzione, e del loro ambiente naturale. Jane Goodall crede che l’uomo riuscirà a trovare una soluzione al dissesto ambientale che lo minaccia, la speranza è riposta in particolare nella consapevolezza dell’importanza dell’impegno individuale. Sollecita instancabilmente la sua audience a riconoscere le proprie responsabilità, ad adottare comportamenti eco-compatibili e all’attivismo ambientale.

Goodall è stata insignita di numerose onorificenze tra cui la Medaglia della Tanzania, il Premio Hubbard della National Geographic Society, il prestigioso Premio Kyoto del Giappone, il Principe de Asturias per la scoperta scientifica e tecnica 2003, la Medaglia “Benjamín Franklin”, la medaglia d’oro dell’UNESCO, il premio Ghandi-King per la non-violenza. Nell’aprile 2002 il segretario generale dell’ONU Kofi Annan l’ha nominata “Messaggero di Pace”, nel 2004 il Principe Charles l’ha insignita del titolo di Dama dell’Impero Britannico (DBE). Nel 2006 ha ricevuto dal Primo Ministro de Villepin la Legione d’onore, la più alta onorificenza francese.

L’ampia lista di pubblicazioni, molte delle quali tradotte in italiano, include due opere complete sul lavoro svolto a Gombe, In the Shadow of Man e Through a Window, due autobiografie in letters ed una spirituale, Le ragioni della speranza. I tanti libri per bambini comprendono successi quali Grub: the Bush Baby, Chimpanzees I Love e My Life with the Chimpanzees. Il volume Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behavior è universalmente riconosciuto come il più completo lavoro sugli scimpanzé e rappresenta il culmine della carriera scientifica di Jane Goodall.