La caccia praticata per mero svago è una pratica deprecabile oltre che anacronistica, incompatibile con una moderna cultura della tutela ambientale e del rispetto della fauna selvatica che è patrimonio di noi tutti.
Il Governo si appresta a portare in Aula al Senato, il prossimo 17 giugno, la riforma della legge 157/1992 sulla tutela della fauna e sull’attività venatoria, nonostante le dure contestazioni già espresse dalla Commissione europea.
Tra gli aspetti più controversi della proposta figura il ritorno alla cattura di piccoli uccelli migratori da utilizzare come richiami vivi per la caccia, una misura che riporta il Paese indietro di decenni sul piano della protezione della fauna selvatica.
In un momento in cui la crisi della biodiversità è riconosciuta come una delle principali emergenze globali, indebolire le tutele della fauna selvatica e reintrodurre pratiche che favoriscono lo sfruttamento degli animali per fini ludici sarebbe a nostro avviso una scelta grave e profondamente sbagliata.
Vi invitiamo a sottoscrivere le petizioni per evitare che la caccia divenga ancora più invasiva.



