Gigi, lo Scimpanzè sequestrato in Sicilia, ha finalmente raggiunto il centro di recupero per la fauna selvatica dell’AAP (Animal Advocacy and Protection) nei Paesi Bassi.
Il 20 novembre 2025 i Carabinieri del servizio CITES di Catania e di Cassibile (Siracusa) insieme ai veterinari dell’Asp siracusana hanno sequestrato un giovane scimpanzè che viveva, senza alcuna autorizzazione, a casa di un cittadino maltese con residenza in Italia. Lo scimpanzé era confinato in un ambiente ristretto e legato con una catena di circa due metri. Secondo i veterinari era tenuto in condizioni non compatibili con le sue esigenze.
Il proprietario ha dichiarato che Gigi era arrivato in Italia da Malta, dove era stato acquistato sul mercato clandestino. Ma, dato che gli scimpanzé (Pan troglodytes) sono a rischio di estinzione e tutelati dalla Convenzione sul commercio internazionale di specie selvatiche minacciate di estinzione, il proprietario è stato denunciato per detenzione illecita e maltrattamento.
Dopo il sequestro, i Carabinieri Cites hanno portato Gigi presso l’ospedale veterinario dell’Università di Messina per le prime cure e, successivamente, al Bioparco di Roma. Qui, un’equipe di esperti si è occupata di lui. Hanno curato la ferita all’inguine dovuta alla catena e hanno debellato la parassitosi da giardia di cui soffriva. Inoltre, hanno riscontrato che Gigi aveva seguito una dieta “molto particolare” e decisamente inadatta per uno scimpanzé e lo hanno gradualmente abituato ad accettare cibi più salutari; questo processo ha richiesto un’enorme pazienza da parte del personale!
Finalmente, il 19 gennaio 2026, grazie ad un’azione di coordinamento internazionale, Gigi è stato trasferito presso il Centro di recupero AAP di Amsterdam.
Etologi e veterinari hanno valutato che presso questo centro, che accoglie altri Scimpanzè confiscati, Gigi abbia buone possibilità di inserirsi all’interno di un gruppo di simili e possa vivere in un contesto il più affine possibile a quello naturale.
La vicenda di Gigi dimostra come il traffico illegale di specie selvatiche, incluse quelle ad alto rischio di estinzione, sia ancora un problema attuale. I bracconieri operano senza scrupoli per alimentare i mercati clandestini dove persone improvvide acquistano animali di specie selvatiche come animali da compagnia senza considerare le loro esigenze e la loro pericolosità in senso lato e sotto il profilo sanitario (zoonosi). I cuccioli sono le maggiori vittime di questo commercio perché attirano l’attenzione e scatenano l’affetto degli acquirenti. Peccato che vengano privati di adeguate cure materne e delle esperienze che farebbero nel loro ambiente naturale con gravi conseguenze sul loro sviluppo psicofisico.
Ci indigna che Gigi sia stato acquistato in un paese dell’Unione Europea (Malta) e possa essere arrivato nel nostro paese con relativa facilità. Purtroppo, i pochi paesi europei in cui il mercato illegale di animali selvatici è ancora florido costituiscono l’anello debole della catena costituita dai paesi più virtuosi. Chiediamo pertanto che tutti i Governi europei combattano attivamente il traffico illegale di animali che certo non fa onore al nostro continente culla della civiltà.
In definitiva come diceva a ragione il Mahatma Gandhi, un popolo si giudica da come tratta gli animali.

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