Un momento di confronto e sensibilizzazione sul tema della tutela ambientale si è svolto recentemente presso l’Ordine dei Medici Veterinari di Trento, dove la dottoressa Sofia Soler Cornero, coordinatrice del progetto Roots & Shoots “Action for Biodiversity Italia“, ha tenuto l’incontro dal titolo “Come possiamo contribuire a tutelare la biodiversità: Jane Goodall Institute Italia”.

L’intervento si inserisce nell’ambito delle attività promosse dal Jane Goodall Institute Italia, organizzazione impegnata a livello nazionale e internazionale nella salvaguardia della biodiversità, nella protezione degli ecosistemi e nella promozione di una maggiore consapevolezza ambientale.
Durante l’incontro, Sofia Soler Cornero – attiva nel programma educativo Roots & Shoots – ha illustrato le principali minacce che mettono a rischio la biodiversità, soffermandosi in particolare sulla situazione italiana. Tra i temi affrontati, il traffico illegale di animali selvatici, la perdita degli habitat naturali e il ruolo sempre più incisivo delle attività umane nel determinare l’equilibrio degli ecosistemi.
Al centro del suo intervento non solo l’analisi dei problemi, ma anche un forte invito all’azione: ciascuno può contribuire, attraverso scelte quotidiane e partecipazione attiva, alla tutela del pianeta. Attraverso esempi pratici e progetti già attivi, è emerso come ciascuno possa contribuire alla tutela della biodiversità, a partire da piccoli gesti quotidiani fino alla partecipazione a iniziative strutturate.
In particolare, è stato presentato il gruppo Roots & Shoots, coordinato dalla stessa dottoressa Cornero, “Action for Biodiversity Italy – ForEverWild”, e il progetto realizzato “Salviamo il Salvabile: l’atlante delle specie animali italiane a rischio di estinzione” che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle specie italiane a rischio di estinzione e individuare strategie per proteggerle.
La dottoressa Cornero ha anche evidenziato il legame tra l’approccio per la Conservazione di Jane Goodall e dell’Istituto Jane Goodall Italia e quello noto come One Health, il modello che si basa sull’idea che la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi siano profondamente interconnesse e non possano essere considerate separatamente. Di conseguenza, proteggere la biodiversità non è solo una questione ambientale, ma anche sanitaria. In questo contesto, è emersa una riflessione importante: i due approcci procedono in modo parallelo e complementare. Da un lato, il lavoro ispirato da Jane Goodall pone al centro la conservazione della biodiversità e la tutela degli habitat naturali; dall’altro, l’approccio One Health si concentra principalmente sulla salute, evidenziando come il benessere degli esseri umani dipenda direttamente da quello degli animali e dell’ambiente. Due prospettive diverse ma profondamente connesse: la conservazione e la salute. Ed è proprio dall’integrazione di questi due approcci che può nascere un equilibrio duraturo. Senza ecosistemi sani non può esserci salute, e senza attenzione alla salute non può esserci una tutela efficace della biodiversità.
L’incontro ha rappresentato anche un’importante occasione di dialogo con il mondo veterinario, sottolineando il ruolo fondamentale che questa professione può avere nella tutela del benessere animale e nella conservazione della fauna selvatica.
Attraverso iniziative come questa, l’Istituto Jane Goodall Italia continua a diffondere un messaggio chiaro: conoscere è il primo passo per proteggere. E solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile costruire un futuro in cui la biodiversità venga realmente tutelata e valorizzata.



