GIORNATA MONDIALE DELLO SCIMPANZE’ 2026
VOGLIAMO PROTEGGERLI, VOGLIAMO SALVARLI
Giornata Mondiale dello Scimpanzé
Ogni 14 luglio viene celebrata in tutto il mondo La Giornata mondiale dello Scimpanzé, VAI ALLA PAGINA UFFICIALE, i nostri più vicini parenti nel mondo animale, esseri intelligenti con personalità complesse e vita sociale che come tante altre specie sono purtroppo a rischio di estinzione. La data del 14 luglio è simbolica, ci ricorda il giorno in cui la Dottoressa Jane Goodall iniziò a vivere la sua esperienza nella foresta di Gombe, in Tanzania, ridefinendo, attraverso la sua osservazione e suoi studi, la nostra relazione con gli animali con cui condividiamo il mondo. Proprio seguendo l’insegnamento di Jane Goodall l’Istituto da lei fondato si impegna nel costruire un mondo in cui tutti gli animali possano vivere e prosperare, combattendo il traffico illegale di fauna selvatica, liberando e offrendo una seconda possibilità di vita agli scimpanzé detenuti illegalmente, promuovendo il benessere dei primati in cattività.

In questo giorno noi vogliamo ricordare che L’Istituto Jane Goodall Italia ha proposto al Governo e ai Ministeri competenti un decreto per introdurre i requisiti minimi per la gestione delle Grandi Scimmie Antropomorfe attraverso il quale esse possano, anche in cattività, vivere in recinti di dimensioni adeguate, non in solitudine e con un programma di arricchimento che garantisca loro benessere fisico e psicologico. (Testo proposta di Legge).
In particolare aspetto dello studio della Dottoressa Goodall riguarda il rapporto delle madri con i loro piccoli, fondamentale per una crescita sana ed equilibrata dei cuccioli di scimpanzè. Wounda è una scimpanzé che dopo una vita di sofferenza è stata liberata e ha vissuto un momento di affetto intenso con Jane. Wounda nel Santuario di Tchimpounga vive adesso una vita felice, è una femmina Alpha, ha avuto una figlia, Hope, che ha saputo crescere e rendere indipendente. Hope, che ha ora circa dieci anni, condivide molti momenti della sua vita con la madre ma si accompagna spesso anche con un giovane maschio chiamato Zola.
La storia di Kala e il valore dell’informazione
L’informazione può fare la differenza: informare significa anche proteggere. Essere correttamente informati è fondamentale, perché la conoscenza può trasformarsi in un’azione concreta di tutela.
La storia della piccola Kala lo dimostra.
Come accade nella maggior parte dei casi di traffico illegale di cuccioli di scimpanzé, è molto probabile che la madre di Kala sia stata uccisa dal cacciatore per sottrarle la piccola. Le madri, infatti, difendono i propri cuccioli fino all’ultimo e raramente li abbandonano.
In un villaggio della Repubblica del Congo, un minatore vide un cacciatore che trasportava un cucciolo di scimpanzé nello zaino. Colpito dall’animale, decise di acquistarlo per tenerlo come animale da compagnia. Prima di farlo, si rivolse però alle autorità locali per ottenere i documenti necessari.
Gli venne spiegato che la detenzione di uno scimpanzé è illegale. Inoltre, gli fu illustrato ciò che spesso accade ai cuccioli acquistati come animali domestici: crescendo, uno scimpanzé sviluppa una forza straordinaria e comportamenti naturali incompatibili con la vita in una casa. Molti proprietari, incapaci di gestirlo, finiscono per rinchiuderlo in spazi ristretti o tenerlo incatenato per il resto della vita.
Le autorità contattarono quindi Help Congo, organizzazione impegnata nella tutela della fauna selvatica, che, con il supporto del Jane Goodall Institute Congo, prese in carico la piccola Kala e la trasferì al Santuario di Tchimpounga.
Oggi Kala vive insieme ad altri giovani scimpanzé salvati dal traffico illegale. Qui riceve le cure di cui ha bisogno, può socializzare con individui della sua specie e crescere in un ambiente adeguato alle sue esigenze.
La sua storia dimostra quanto l’informazione sia uno strumento di conservazione. Se quel minatore non avesse chiesto informazioni e non avesse ricevuto una corretta spiegazione, Kala avrebbe probabilmente avuto un destino molto diverso.
Per questo il Jane Goodall Institute continua a promuovere attività di informazione e sensibilizzazione: una persona informata può riconoscere una situazione illegale, fare scelte responsabili e contribuire concretamente alla tutela della fauna selvatica.
Ogni individuo conta: Cozy, Zena e Jessica
Ogni individuo conta.
Ogni individuo ha un ruolo da svolgere.
Ogni individuo fa la differenza.
Jane Goodall
Quando si parla di traffico di animali selvatici ci vengono fornite delle statistiche, migliaia di animali portati via, migliaia di animali di cui si è perso traccia, migliaia di animali sfruttati.
Le statistiche non sono però la sola storia da narrare.
Nella GIORNATA MONDIALE DELLO SCIMPANZE’ vogliamo dare volti e fatti a questi numeri, raccontando quanto è accaduto a tre scimpanzé che oggi vivono a Chimp Eden, il santuario del JGI in Sudafrica. Si tratta di tre storie, quelle di Cozy, Zeena e Jessica, che ci ricordano che ogni individuo è importante.

Cozy, nato in un laboratorio in Ungheria era stato portato in Italia da un circense, usato come animale da intrattenimento e tenuto in una piccola gabbia per anni. Alla morte del suo addestratore visse per tre anni in una gabbia in un camper senza vedere mai la luce del sole. La CITES in Italia, con Marco Fiori, se ne occupò insieme all’Istituto Jane Goodall Italia che coinvolse JGI Sudafrica che organizzò il trasporto di Cozy da Ancona al Sudafrica fino al santuario di Chimp Eden. Oggi vogliamo ricordare Eugene Cussons che guidò quella missione. Cozy ora vive in semi libertà nell’oasi faunistica di Chimp Eden dove è diventato mentore di giovani scimpanzé, anche loro vittime del traffico illegale. Cozy ci ricorda che gli scimpanzè sono individui, hanno la loro personalità, amano giocare, ridere, essere stimolati da un ambiente arricchito perché, senza far nulla o da soli si annoiano.
Ogni individuo conta
Zeena fu tenuta per alcuni anni come animale da compagnia negli Emirati Arabi Uniti. Viveva in una casa, aveva una stanza tutta per sé, un letto, dei giocattoli e riceveva molte attenzioni. Veniva alimentata con cibi destinati alle persone, come pizza e cioccolato, un’alimentazione del tutto inadeguata per uno scimpanzé.
Con il tempo, però, Zeena si ammalò. Il veterinario spiegò al proprietario che detenere uno scimpanzé, specie a rischio di estinzione, era illegale e che la sua dieta stava compromettendo la salute dell’animale. Ma non era l’unico problema: privata della compagnia dei suoi simili, Zeena aveva sviluppato una profonda condizione di isolamento e depressione.
Compresa la situazione, il proprietario decise di fare la scelta giusta. Sostenne interamente il trasferimento di Zeena in Sudafrica, presso il santuario Chimp Eden, dove il Jane Goodall Institute accoglie scimpanzé vittime del traffico illegale, del bracconaggio e della detenzione come animali da compagnia.
Oggi Zeena vive con altri scimpanzé della sua specie. Ha costruito relazioni sociali, può esprimere i suoi comportamenti naturali e vivere in un ambiente adeguato alle sue esigenze.
La sua storia ci ricorda che, anche quando sono allevati con buone intenzioni, gli animali selvatici non possono avere una vita dignitosa lontano dal loro ambiente naturale e dai propri simili.
Ogni individuo conta e merita di vivere nel rispetto della propria natura.
La storia di Jessica è una storia di sopravvivenza e resilienza. Sfruttata in un circo in Sudafrica insieme allo scimpanzé Charles, veniva ripetutamente utilizzata per la riproduzione e i suoi piccoli le venivano sottratti subito dopo la nascita, procurandole un dolore profondo. Quando divenne troppo grande e difficile da gestire, fu rinchiusa per anni in una piccola gabbia, all’interno di una stanza buia, dove subì anche gravi maltrattamenti. Quando arrivò al santuario Chimp Eden era denutrita, aveva perso gran parte del pelo a causa dello stress e portava i segni di una lunga sofferenza fisica e psicologica.
Oggi Jessica, che ha circa 42 anni, è la femmina alfa e la più anziana del santuario. Ha recuperato fiducia negli altri scimpanzé, mantiene uno stretto legame con Charles, con cui ha condiviso gli anni del circo, ed è diventata una figura di riferimento per i più giovani: si prende cura dei piccoli rimasti senza madre e li guida con autorevolezza.
La storia di Jessica ci ricorda che nessun animale selvatico dovrebbe essere sfruttato per il divertimento o il profitto.
Queste tre storie ci fanno capire che dietro ogni vicenda di traffico di animali selvatici ci sono vite di individui, Cozy, Zeena, Jessica hanno avuto una seconda opportunità al Chimp Eden, ma non è così per tutti.
Oggi celebriamo gli scimpanzé, celebriamo i sopravvissuti. Ci dedichiamo a creare un futuro dove le vite selvatiche appartengano alla natura, perché ogni individuo conta.
Ricorda che puoi aiutare il Jane Goodall Institute divenendo Custode di uno scimpanzè https://www.janegoodall.it/index.php/azione/chimp-guardian/dona/




