La nostra vita dipende dalle piante. La, appena trascorsa, Giornata Internazionale ONU dedicata quest’anno alle specie selvatiche ha posto l’attenzione sulle piante medicinali ed aromatiche, una risorsa per il genere umano e animale.
Le ricerche dell’Istituto Jane Goodall (JGI) nel Parco Nazionale di Gombe in Tanzania e dei ricercatori in Uganda hanno documentato che gli scimpanzé usano piante medicinali della foresta per curare lesioni, anche masticandole e ponendole sulle ferite aperte. Molte delle piante usate hanno mostrato proprietà antibatteriche.
Questi comportamenti supportano l’idea che gli scimpanzé abbiano una profonda istintiva conoscenza dell’ambiente e delle virtù curative di varie piante. L’abilità di automedicazione degli scimpanzé non solo migliora la loro sopravvivenza ma ci offre una importante conoscenza del mondo della natura e potenziali applicazioni per la medicina umana. L’Istituto Jane Goodall si unisce all’ONU ricordando l’importanza di tutelare la flora selvatica per il nostro benessere e il nostro futuro e per quello di tutti gli altri animali, scimpanzè in prima fila!

Photo Credit Stephano Lihedule
La scelta di questo tema riconosce l’importanza di tutte le classi della biodiversità, per assicurare un futuro sostenibile alla vita sulla terra secondo la visione di Jane Goodall per cui tutto è interconnesso.
Elementi da considerare:
- Più del 50% delle medicine moderne derivano da fonti naturali e piante compresi gli antibiotici e gli antidolorifici.
- L’OMS, Organizzazione mondiale della sanità, stima che il 70-95 per cento della popolazione umana dei paesi in via di sviluppo si affida alla medicina tradizionale per il primo soccorso.
- 50.000-70.000 piante aromatiche e medicinali sono raccolte per le loro proprietà curative, per il loro significato culturale e valore economico. Tra queste 1.300 sono elencate come a rischio estinzione dal CITES.
- L’IPBES “Sustainable Use of Wild Species Report” evidenzia che miliardi di persone in tutte le regioni del mondo traggono beneficio dall’uso di piante selvatiche per il cibo, la medicina, l’energia, il reddito e molti altri motivi compresa l’identità culturale.
- Le specie di piante medicinali e aromatiche affrontano sfide sempre crescenti a causa della perdita di habitat, di specie invasive, della eccessiva raccolta e del traffico illegale. Più del 20% di queste piante sono considerate a rischio di estinzione.
- Le conoscenze delle popolazioni indigene sono sottoutilizzate negli sforzi per la salvaguardia delle piante medicinali e aromatiche. La popolazione indigena rappresenta il 6% della popolazione globale ma controlla più di 38 milioni di kilometri quadrati di territorio incluse il 40% delle aree protette.
- La salvaguardia della flora e dei funghi è vitale ma tuttora sottovalutata dalla politica. Le foreste conservano l’80% della biodiversità terrestre e assorbono circa 2,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica aiutando annualmente a mitigare il cambiamento climatico.
Ecco, quindi, alcuni esempi delle cure degli scimpanzé documentate a Gombe:
- Gli scimpanzé sono stati osservati mangiare Aspilia mossabicensis, conosciuta come girasole selvatico, che aiuta a liberare il sistema digestivo dai parassiti.
- Gli scimpanzé mangiano la terra che contiene minerali antimalarici. Questo comportamento fornisce loro minerali essenziali e aiuta a neutralizzare le tossine nella loro dieta.
- Gli scimpanzé, mangiando la corteccia di Olmo, combattono così le infezioni batteriche come un antibiotico naturale.
- Il consumo di Cardia riduce il rischio di tubercolosi. Gli steli aiutano la salute respiratoria e rafforzano il sistema immunitario contro i batteri della tubercolosi.
- Mangiando fichi acerbi gli scimpanzé mantengono sano il sistema digestivo e riducono i parassiti intestinali.
Questi comportamenti supportano l’idea che gli scimpanzé abbiano una profonda istintiva conoscenza dell’ambiente e delle virtù curative di varie piante. L’abilità di automedicazione degli scimpanzé non solo migliora la loro sopravvivenza ma ci offre una importante conoscenza del mondo della natura e potenziali applicazioni per la medicina umana. L’Istituto Jane Goodall si unisce all’ONU ricordando l’importanza di tutelare la flora selvatica per il nostro benessere e il nostro futuro e per quello di tutti gli altri animali, scimpanzè in prima fila!



