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Scimpanzé in Italia: le conseguenze del covid-19

Scimpanzé in Italia: le conseguenze del covid-19
6 Aprile 2020 Redazione

Nel colpire pressoché qualsiasi attività, le attuali conseguenze della pandemia da covid-19 coinvolgono anche quelle realtà come i Parchi Zoologici che si occupano di animali esotici, tra cui gli scimpanzé, che risentono pesantemente della chiusura al pubblico e della riduzione del personale.

Nel colpire pressoché qualsiasi attività, le attuali conseguenze della pandemia da covid-19 coinvolgono anche le realtà che si occupano di animali esotici, tra cui gli scimpanzè.

Parlando dei nostri parenti più prossimi va detto innanzi tutto che un consorzio di esperti della salute della fauna selvatica indica che dovremmo presumere che le Grandi scimmie – scimpanzé, bonobo, oranghi e gorilla – sono passibili di contrarre il virus SARS COV-2 che causa la malattia del Covid-19 nell’uomo. Ci sono state epidemie di malattie respiratorie negli ultimi anni nelle comunità di primati ed è stato dimostrato che sono stati originati dal contatto umano. L’effetto di una tale infezione può essere simile oppure molto diversa da quella che si può vedere nelle persone con la stessa infezione virale. Non c’è prova scientifica della trasmissione o infezione nei primati di questo particolare Coronavirus. Il miglior consiglio è di minimizzare il contatto diretto e indiretto tra i primati e le persone infette.

Sappiamo che le malattie trasmesse dall’uomo a queste specie, già in pericolo di estinzione, sono una delle più gravi minacce alla loro sopravvivenza. Per questo il nuovo coronavirus apre una serie di problematiche che devono essere affrontate.

Alcune strutture che ospitano scimpanzé nel nostro paese risentono pesantemente della chiusura al pubblico e della riduzione del personale. Misure eccezionali, inoltre, sono necessarie nella gestione degli scimpanzè, probabilmente suscettibili di infezione.

Il Direttore Scientifico di Parco Natura Viva, Cesare Avesani Zaborra, ci ha espresso le sue grandi preoccupazioni. Parco Natura Viva, che è parte del circuito EAZA (European Association of Zoos and Aquaria), associazione europea che ha direttive molto serie in materia di gestione della fauna selvatica (non tutte le strutture italiane, infatti, ne fanno parte), ospita la colonia di scimpanzé più numerosa in Italia. Molti scimpanzé qui sono il risultato di confische, poiché al Parco Natura Viva sono stati affidati dallo stato italiano diversi esemplari di scimpanzé strappati al traffico illegale o a maltrattamenti.

Con un elevato numero di personale in carico, sia operatori per la cura degli animali che gli addetti al pubblico, il Dr Avesani ha serie difficoltà a immaginare come, senza aiuti, poter andare avanti qualora la riapertura dovesse essere tarda e la  ripresa del turismo, anche per la diffusione internazionale e ritardata dell’infezione rispetto all’Italia, dovesse indugiare. Potrebbe accadere! Non è detto che le banche vogliano spendersi oltre a sostegno di queste strutture. Il benessere delle scimmie antropomorfe, i nostri parenti più stretti, ovviamente, ci preme moltissimo e pure quello di tutti gli altri animali. E’ importante che le Istituzioni competenti si attivino per una pianificazione concreta, per non arrivare in ritardo. Al di là di come la si possa pensare questi esseri viventi sono nel nostro paese, sono qui e, si spera, per far conoscere a chi non ha altre possibilità il meraviglioso mondo della biodiversità.  E dalla conoscenza nasce il rispetto, che muove la loro conservazione nell’ambiente naturale. Stiamo parlando di specie minacciate di estinzione. Per il Jane Goodall Institute ogni singolo scimpanzé è importante.

Stiamo attenti, aiutiamo chi fa il possibile per adeguarsi ai migliori standard internazionali per offrire le migliori condizioni possibili!
Per il Jane Goodall Institute ogni singolo scimpanzé è importante.
(Tutte le immagini sono relative a Parco Natura Viva)