In Tanzania, nei pressi del Parco Nazionale di Gombe, noto per gli studi pionieristici di Jane Goodall, c’è il Villaggio dei Bambini Sanganigwa, Sanganigwa Children’s Home. Sono tante le persone dell’Istituto Jane Goodall Italia che, con innumerevoli sforzi, tanto amore e dedizione e tanta fantasia, si impegnano e supportano in innumerevoli modi il Villaggio fin dal 1998, quando Daniela De Donno scoprì questa realtà e decise di impegnarsi con tutta la sua determinazione per rendere autonoma questa struttura di accoglienza per i bambini soli.
Tra queste c’è Marina Origgi che, insieme a Virginia Giannini, e Alessandro Sandroni, ha preso a cuore questa splendida realtà adoperandosi per promuovere il progetto “Sanganigwa Children’s Home”. Recentemente Marina è andata a Sanganigwa insieme alla sua mamma e, con queste parole, descrive la sua esperienza:
Tornare a Sanganigwa ogni volta è sempre più bello ed è come tornare a casa, in famiglia. Questa volta ho portato con me mia mamma, per allargare sempre di più la famiglia.
Dopo soli sei mesi dall’ultima visita, ho trovato i nostri bimbi cresciuti, sempre più felici e pieni di vitalità e questo riempie i nostri cuori di amore e gratitudine. Seguendo gli insegnamenti di Jane e della nostra mitica colonna portante dell’Istituto Jane Goodall, Daniela, farli crescere in un ambiente sicuro, pieno di amore familiare che gli è stato privato da piccoli, dandogli istruzione eccellente e delle cure sanitarie, i ragazzi crescono nella loro terra di origine sempre più forti e pieni di amore per la vita, come una vera radice di cambiamento per il futuro del loro paese.
Siamo state una settimana con loro e abbiamo potuto apprezzare tutti i progressi del nostro piccolo villaggio:
I lavori di drenaggio del muro di cinta di Sanganigwa con i relativi canali di scarico dell’acqua sono appena stati conclusi: è stato fatto un lavoro incredibile lungo tutto il perimetro che protegge Sanganigwa e finalmente quelle mure sono asciutte e integre, protette dalle ingenti piogge di questo periodo, che precedentemente lo avevano distrutto. Nel prossimo mese sarà concluso un canale interno che passa dietro alle case dove vivono i nostri bimbi e che collega la parte nord con la parte sud del muro: anche questo ha la funzione di convogliare l’acqua piovana e portarla fuori dalle nostre mura, sfruttando la pendenza del terreno.
Stanno procedendo e si concluderanno a fine novembre, i lavori di ristrutturazione di CASA VITTORIA, la prima delle cinque case famiglia dove vivono i nostri bimbi. I lavori consistono principalmente nel rifacimento del tetto per evitare infiltrazioni durante il periodo delle piogge e la giusta coibentazione del calore durante la stagione secca. Verranno rifatte tutte le finestre, con nuove zanzariere e vetri a specchio per limitare l’ingresso del calore nelle case. I bagni di maschi e femmine saranno piastrellati per garantirgli una migliore igiene e pulizia. Il progetto di ristrutturazione delle case è volto a migliorare sempre di più le condizioni di vita quotidiana dei nostri ragazzi. Il lavoro è ancora lungo e stiamo ancora raccogliendo con fatica i fondi per le altre case, ma vedere i lavori “work in progress” è bellissimo.
Per quanto riguarda la sensibilizzazione alla raccolta della plastica, sono stata molto felice di vedere tutti i bimbi attivi nel buttare le bottigliette di succo a fine utilizzo o di prodigarsi a raccogliere i pezzi di palloncini scoppiati in giro per il cortile e poi gettarli nei grandi bidoni di raccolta che JGI ha procurato per Sanganigwa.
Un altro tema a noi caro, perché caro anche a Jane, sono sempre stati i cani di Sanganigwa e il rapporto di crescita e gioco insieme ai nostri bimbi. è stata una gioia vederli giocare liberi per tutto il villaggio, insieme ai nostri ragazzi che a loro volta giocano con loro, se ne prendono cura e hanno completamente perso la paura che avevano inizialmente anni fa. Ogni settimana Alex il veterinario viene a controllare la loro salute: Moufasa che ha solo 8 mesi è già diventato più grande della sorella Jakie e della mamma Simba. Sono molto affettuosi con i nostri ragazzi e si lasciano fare di tutto, soprattutto dai più piccoli. Una tenerezza infinita.
La “campagna degli spazzolini da denti” che avevamo iniziato a donare ciclicamente due anni fa al nostro rientro da Sanganigwa, per stimolare i bimbi nell’igiene dentale costante, continua a mettere radici: uno dei nostri bimbi mi ha mostrato che tengono lo spazzolino dentro il loro armadietto in camera insieme ai vestiti e si lavano i denti alla mattina prima di andare a scuola e alla sera prima di andare a letto. A breve tornerà un dentista pediatra che rispiegherà meglio ai nostri piccoli come lavarsi bene i denti per evitare il più possibile le carie.
Il negozio di Sanganigwa è sempre stato aperto e operativo durante la nostra permanenza: i ragazzi più grandi gestiscono i turni di vendita e sono davvero precisi e attenti nella gestione. Il negozio vende sia parte del raccolto dei campi che generi di prima necessità. Un altro piccolo pezzo della catena che porta all’autostostenibilità di Sanganigwa.
Abbiamo utilizzato spesso il nostro “forno dei sognatori” durante la settimana di permamenza: un giorno per fare una mega crostata per tutti, un giorno per fare la pizza, che per i bimbi è sempre un’occasione di festa. Sia per la torta che per la pizza, mia mamma ha lavorato tanto con Nasra e le Mamas. La mattina della pizza, ha insegnato a Nasra come fare la passata di pomodoro, così dai pomodori dell’orto possono ricavare il sugo sia per cucinare che per la pizza; il giorno della torta invece le ha insegnato a fare la pasta frolla per fare la crostata e gli ha lasciato un quaderno di ricette. È sempre una grande gioia ritrovarsi a mangiare insieme, qualsiasi sia l’occasione.
Nei giorni di pioggia abbiamo sfruttato la biblioteca e impegnato le ore per disegnare, colorare e completare album di stickers che alcuni donors mi avevano regalato prima della partenza, mentre nelle giornate serene abbiamo sfruttato al massimo ogni angolo di Sangangwa tra i Dudi pitches e gli spazi intorno alle loro case, per giocare e imparare: alcune mattine abbiamo giocato con le carte della Montessori per imparare nuovi vocaboli in inglese sotto la pianta del mango centenaria, così da permettere a tutti di partecipare anche a coloro che erano di turno nelle faccende quotidiane; altri pomeriggi abbiamo giocato a mosca cieca o a bandiera per ore, chiamando i numeri in inglese e in swahili, istruttivo sia per me che per loro.
Ma la festa più grande per loro sono sempre palloncini e, a questo giro, anche le bolle di sapone. Un gioco così semplice per loro diventa un vero e proprio lunapark e come sempre sono loro ad insegnare qualcosa a noi: un piccolo palloncino può scatenare la gioia più immensa e contagiosa che dura giorni.

Ogni volta torno a casa da Sanga con un pezzo in più: un senso di radicamento sempre più profondo in quella famiglia africana e il cuore sempre più colmo e grato per l’amore che tutti quei bimbi sanno regalarci con tanti sorrisi, attenzioni e piccoli grandi gesti… ma anche con la consapevolezza che il progetto di JGI è davvero qualcosa di grande che, passo dopo passo, progetto dopo progetto, sta costruendo con tanta fatica e determinazione, l’auto-sostenibilità di questa grande famiglia.
Far parte di questo mi fa sentire molto onorata e sempre più determinata a concentrare le mie energie a fare , nel mio piccolo, la differenza, come ci insegna Jane.

































































































































