Il caso del gorilla Riù. Jane Goodall Institute Italia: sollecitiamo ok a proposta di decreto per gestione in cattività delle grandi scimmie antropomorfe

gorilla Riù
17 Gennaio 2023 Redazione

Il caso del gorilla Riù.
Jane Goodall Institute Italia: sollecitiamo ok a proposta di decreto per gestione in cattività delle grandi scimmie antropomorfe

Storie tristi come quella del gorilla Riù sarebbero gestite nel pieno interesse dell’individuo in cattività se fosse finalmente approvata la proposta di Decreto Ministeriale – presentata già nel novembre 2020 dal Jane Goodall Institute Italia ai ministeri competenti- che stabilisce i criteri e i requisiti minimi per la gestione in cattività delle Scimmie Antropomorfe. La proposta del JGI Italia è supportata dall’etologa e antropologa britannica di fama internazionale Jane Goodall che ha più volte fatto appello alle istituzioni italiane per adeguare la normativa e integrare il DL del 2005 per la custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici. La ricerca pionieristica di Jane Goodall ha infatti dimostrato che le scimmie antropomorfe sono esseri senzienti con una mente complessa, una vita sociale ricca di emozioni e capacità intellettuali.

Il futuro delle antropomorfe è giunto a un punto critico della propria storia, la loro sopravvivenza è a rischio e dobbiamo anche per questo dare valore ad ogni singolo individuo, come nel caso di Riù. L’Istituto Jane Goodall sostiene l’idea di garantire a gorilla, scimpanzé e orango i diritti fondamentali per consentire loro di vivere secondo le proprie capacità, le esigenze fisiche, etologiche e psicologiche delle specie.

Nel prendere difficili decisioni etiche come il trasferimento di uno scimpanzé o di un gorilla – spiega l’etologa Daniela De Donno, presidente dell’Istituto Jane Goodall Italiaè fondamentale tener conto del miglior interesse dell’individuo e sono molte le variabili da prendere in considerazione. In questo contesto è fondamentale un adeguamento della legislazione perché non accada mai più che esseri come Riù – con una intensa vita relazionale ed emotiva, una propria personalità, comportamenti complessi e coscienza di sé – si ritrovino a vivere in zoo o strutture simili da soli, senza poter condividere la propria esistenza con loro simili. Attendiamo e sollecitiamo con fiducia un riscontro positivo e quantomai necessario da parte del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dei ministeri della Salute e della Agricoltura e quello dei Comando per la tutela forestale dei Carabinieri (CUFAA) forestali che stanno esaminando la proposta dal 2020”.

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